La tutela previdenziale della famiglia

Con la legge n. 46 del 1° aprile 2021 è stato riformato il sistema delle prestazioni a sostegno delle famiglie, introducendo l’Assegno Unico Universale, volto ad assorbire gli ANF e gli assegni famigliari.

Il sistema di corresponsione dei trattamenti di famiglia in favore dei lavoratori si è inizialmente basato sulla disciplina degli assegni familiari, contenuta nel T.U. delle norme concernenti gli assegni famigliari (TUAF), approvato con d.p.r. 30/05/1955, n. 797.

La tutela previdenziale della famiglia fu poi radicalmente rivoluzionata dall’introduzione dell’assegno per nucleo familiare (ANF), ad opera del 13 marzo 1968, n. 69, il quale ha sostituito l’assegno familiare del 1955, ridefinendone l’operatività. Gli assegni familiari di cui alla precedente normativa continuano ad essere erogati soltanto ad alcune categorie di lavoratori autonomi e di pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Da ultimo, con la L. 1° aprile 2021, n. 46 è stato istituito l’assegno unico e universale (AUU), misura rivolta ai nuclei famigliari con figli a carico, con la finalità di operare il riordino, la semplificazione e il potenziamento delle misure di sostegno alla famiglia.

Pertanto, all’interno dell’AUU, gradualmente, sono confluiti sia l’assegno per il nucleo familiare, che gli assegni familiari. Di qui, l’unicità e l’universalità della misura sono volte ad indicare il fatto che l’AUU ha sostituito i diversi benefici economici, sia di natura previdenziale sia di natura assistenziale, rivolgendosi a tutti i nuclei familiari con figli a carico. Da ciò deriva che l’elemento di discrimine risiede nella genitorialità.

La situazione attuale

L’INPS con circolare 34 del 2022 è intervenuto individuando i beneficiari dell’una o dell’altra misura. Dal 1° marzo 2022:

  1. Hanno diritto all’AUU i nuclei familiari composti da genitori con figli a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili l’unica misura spettante è l’assegno unico universale;
  2. Hanno diritto agli ANF e agli assegni familiari, i nuclei, senza figli, composti da:
    • coniugi, fratelli o sorelle o nipoti, di età inferiore a diciotto anni compiuti.
    • senza limiti di età se i suddetti familiari, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovino nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti.

Si precisa che coloro che continuano ad avere diritto agli ANF e agli assegni familiari, possono riceverli anche se in disoccupazione. In questo caso, gli assegni sono erogati congiuntamente all’assegno di disoccupazione da parte dell’INPS.

L’assegno unico universale nello specifico

L’assegno unico e universale (AUU) è riconosciuto per i figli a carico ai nuclei familiari con figli e orfanili (artt. 1, comma 1 e 10, comma 3 D.lgs. 230/2021).
Si considerano figli a carico quelli che fanno parte del nucleo familiare indicato ai fini ISEE ovvero quelli autodichiarati dal richiedente, in caso di assenza di ISEE.

Nell’ambito della disciplina dell’ANF, i nipoti minori diretti erano equiparati ai figli se viventi a carico dell’ascendente. La vivenza a carico sussisteva in caso di mantenimento abituale dei minori da parte dell’ascendente, di non autosufficienza economica degli stessi e di impossibilità da parte di uno o di entrambi i genitori dei minori di provvedere al mantenimento di questi ultimi. L’equiparazione nipoti-figli era valida fino al raggiungimento della maggiore età da parte dei primi, momento in cui per i nipoti diretti cessava anche il diritto agli ANF (circ. INPS 132/2007).
Dal primo marzo 2022 i genitori dei minori finora a carico dell’ascendente hanno diritto all’AUU per tali figli minori a carico e inseriti nel proprio nucleo famigliare (circ. INPS 23/2022).

I beneficiari

L’Assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari in cui ricorrono le seguenti condizioni:

  1. per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;
  2. per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che:
    • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
    • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
    • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolga il servizio civile universale;
  3. per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Requisiti

Per il versamento del sussidio economico, è necessario che, al momento della presentazione della domanda e per l’intera durata del beneficio, l’interessato goda dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residenza e domicilio nello Stato italiano;
  • residenza in Italia da almeno 2 anni (anche non continuativi), o possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata di almeno 6 mesi.

La normativa non prevede dei requisiti economici e, quindi, non ci sono restrizioni in tal senso.

La determinazione dell’importo

La determinazione dell’importo è parametrata dall’INPS sulla base della situazione economica del nucleo familiare desumibile dall’ISEE e dall’età dei figli a carico.

Ai fini dell’individuazione dell’ISEE da prendere a riferimento, deve essere considerato quello del nucleo ove è inserito il figlio beneficiario della prestazione, a prescindere dalla circostanza che il genitore richiedente faccia parte del medesimo nucleo familiare (nel caso di genitori separati o divorziati). In assenza di ISEE spettano gli importi corrispondenti a quelli minimi previsti.

L’assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo ed è compatibile con il Reddito di cittadinanza e, in generale, con la fruizione di eventuali altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni (e Province autonome di Trento e Bolzano) e degli enti locali.

Le novità del 2023

Da ultimo l’INPS è intervenuto con due novità in tema di AUU: da un lato prevedendo l’automatismo della corresponsione della misura di sostegno, dall’altro preannunciando un aumento dell’importo mensile erogato per adeguarlo al caro vita.

Stando al primo punto, pertanto l’Istituto non chiederà più la domanda rinnovo dell’assegno unico ma continuerà ad erogare l’importo in automatico sulla base degli importi del 2022. Ciò sarà possibile, però, solo se non verranno comunicati cambiamenti nel nucleo familiare beneficiario.

La somma spettante potrà cambiare successivamente solo se gli interessati comunicheranno all’Ente eventuali variazioni relative all’ISEE o al numero dei figli a carico, che possono influire sulla fruizione del sussidio.

Infine, novità molto attesa è l’aumento degli importi degli Assegni. La maggiorazione è dovuta alla rivalutazione al nuovo tasso d’inflazione. In base alle anticipazioni, gli aumenti saranno di circa 15 euro, per gli Assegni di importo non maggiore di 190 euro.