Bonus 150 euro Decreto Aiuti-ter

Cosa c’è da sapere

Il Decreto Aiuti – ter ha previsto a favore dei lavoratori dipendenti un’ulteriore indennità una tantum, come quella prevista dal Decreto Aiuti a luglio, questa volta pari a 150 euro.

La legge dispone che l’indennità vada riconosciuta, a cura dei datori di lavoro, ai lavoratori dipendenti, con la retribuzione di competenza del mese di novembre 2022.

In merito, dunque, è intervenuto l’INPS con la circolare n. 116 del 17 ottobre 2022, fornendo le istruzioni applicative per accedervi.

Requisiti d’accesso

Condizioni per l’accesso alla misura sono:

  • la non titolarità di trattamenti pensionistici e di reddito di cittadinanza;
  • la presenza di un imponibile previdenziale del mese di novembre 2022 pari o inferiore all’importo di 1.538 euro.

La misura si rivolge a tutti i titolari di un rapporto di lavoro (determinato o indeterminato) dipendenti di datori di lavoro, pubblici o privati, con rapporto in essere nel mese di novembre 2022.

Tali lavoratori dovranno ad ogni modo compilare una dichiarazione di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge per l’accesso alla misura, ossia la non titolarità dei trattamenti previdenziali né di reddito di cittadinanza).

Beneficiari

Oltre i lavoratori subordinato, sono ricompresi anche i lavoratori somministrati, stagionali, a tempo determinato, intermittenti e iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo con rapporto di lavoro in essere nel mese di novembre 2022.

Anche costoro dovranno procedere a dichiarare il possesso dei requisiti previsti relativi alla non titolarità di trattamenti pensionistici e di reddito di cittadinanza. Rispetto tali categorie l’INPS riconosce l’indennità solo in via residuale, su domanda, laddove non l’abbiano già percepita nel mese di novembre 2022 da un datore di lavoro.

Sono invece esclusi dalla misura i titolari di rapporti di lavoro domestico.

Non percepiranno infine l’indennità per il tramite dei datori di lavoro gli operai agricoli a tempo determinato.

Imponibile previdenziale

Come si è analizzato, oltre al requisito della non titolarità dei trattamenti previdenziali e assistenziali o del reddito di cittadinanza, l’una tantum è concessa in presenza di un imponibile previdenziale inferiore o pari a 1538 euro.

L’indennità è riconosciuta anche nel caso in cui il lavoratore sia interessato da eventi con copertura di contribuzione figurativa integrale a carico dell’INPS.

Pertanto, l’indennità andrà erogata anche nel caso in cui l’imponibile risulti azzerato a seguito di eventi tutelati, come l’intervento di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, assegno di integrazione salariale garantito dal FIS, congedi parentali, ecc.

Dichiarazione del lavoratore

L’indennità è riconosciuta in via automatica previa acquisizione di una dichiarazione resa dal lavoratore, in cui questi dichiari:

  • Di non essere titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione con decorrenza entro il 1° ottobre 2022;
  • Di non essere componente di nucleo familiare beneficiario di Reddito di Cittadinanza.

Si ricorda, infine, che l’indennità spetta ai lavoratori una sola volta, anche nel caso in cui costoro siano titolari di più rapporti di lavoro. In tal caso, il lavoratore dipendente dovrà presentare la dichiarazione unicamente al datore che provvederà al pagamento dell’indennità.