Fringe benefits: i chiarimenti dell’AdE

Cosa c’è da sapere

Come già previamente analizzato, nel nostro approfondimento disponibile qui, il Decreto Aiuti Bis ha stabilito per l’anno d’imposta 2022, nuove regole per i fringe benefits che non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente, derogando l’art. 51 co. 3 del TUIR.

Con la circolare n. 35 del 04/11/2022 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema, nonché le istruzioni per i datori di lavoro che intendano erogare ai propri dipendenti somme o rimborsi per contenere il costo dell’energia elettrica, acqua e gas naturale.

Le modifiche del Decreto Aiuti bis

Il Decreto Aiuti-Bis ha previsto per l’anno 2022 l’innalzamento della somma esentasse da poter corrispondere ai lavoratori dipendenti, passando dal limite di 258,23 euro a 600 euro.

In particolare, concorrono a formare questa somma il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore dipendente, così come le somme erogate o rimborsate da parte del datore di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

Ambito soggettivo

Con la citata circolare, l’AdE precisa che rientrano tra i fringe benefits anche i beni ceduti e i servizi prestati al coniuge del lavoratore o ai familiari di cui all’art. 12 del TUIR, nonché i beni e i servizi per i quali venga attribuito il diritto di ottenerli da terzi.

Inoltre la circolare precisa che i benefit sono erogabili anche ad personam e riguardano sia i titolari di redditi da lavoro dipendente, che quelli assimilati.

In tal senso, rientrano nel tetto dei 600 euro previsti per il 2022 anche:

  • Le utenze per uso domestico intestate al condominio (ad esempio quelle idriche o di riscaldamento)
  • Le utenze intestate al proprietario dell’immobile (locatore), rispetto cui, nel contratto di locazione, è prevista espressamente una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) o dei propri coniuge e familiari.

Ambito oggettivo

Come evidenziato, per il 2022, rientrano nei fringe benefits anche le somme erogate o rimborsate da parte del datore di lavoro per il pagamento delle utenze.

La circolare sul punto precisa debbano intendersi utenze domestiche quelle riferibili ad immobili ad uso abitativo che siano posseduti o detenuti, sulla base di un titolo idoneo, da parte del dipendente, del coniuge o dai suoi familiari, a prescindere che negli stessi abbiano o meno stabilito la residenza o il domicilio.

Pertanto il proprietario che addebita la bolletta al proprio inquilino non potrà richiedere il rimborso.

Superamento della soglia

Diversamente da quanto risultante da una prima interpretazione della normativa, occorre sottolineare che nel caso in cui il valore dei beni o dei servizi prestati, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, risultino superiori al limite di 600 euro, il datore di lavoro deve assoggettare a tassazione l’intero importo.

Documentazione da conservare

La circolare, inoltre stabilisce che spetta al datore di lavoro acquisire e conservare, per eventuali controlli, la documentazione per giustificare somma spesa e limiti reddituali per l’esenzione.

La circolare però chiarisce che il datore di lavoro può acquisire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale il lavoratore:

  • Attesti di essere in possesso della documentazione comprovante il pagamento delle utenze domestiche;
  • Dichiari di non aver già proceduto a chiedere il rimborso presso il medesimo o altri datori di lavoro.

Rapporti col bonus carburante

L’innalzamento della soglia dei fringe benefit rappresenta un’agevolazione ulteriore, diversa e autonoma, rispetto al bonus carburante di cui all’articolo 2, D.L. 21/2022.

Ne consegue che, i 200 euro esentasse previsti per la corresponsione di buoni carburante a favore dei lavoratori dipendenti non rientrano nel tetto dei 600 euro previsto per i fringe benefits.

Pertanto, potrebbero essere erogati a favore di un lavoratore:

  • Uno o più buoni benzina per un valore massimo di 200 euro;
  • Un valore di 600 euro per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina) nonché per le somme erogate o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche (luce, acqua e gas).