Maxi-sanzione per lavoro nero: assorbita la sanzione per mancata comunicazione della cessazione del rapporto

Cosa c’è da sapere

L’ Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 2089/2022, fornisce il proprio parere in merito alle sanzioni da non applicare in caso di irrogazione della maxi-sanzione per il lavoro nero.

In particolare l’INL si esprime sulle ipotesi di assorbimento da parte della maxi-sanzione delle sanzioni applicabili in caso di mancata comunicazione di cessazione, prevista dall’art. 21, comma 1, L. n. 264/1949, s.m.i.

Quando si applica la maxi-sanzione?

La maxi sanzione si applica al datore di lavoro che impieghi lavoratori non espletando gli obblighi comunicativi previsti dalla normativa.

La legge, infatti, dispone che entro il giorno precedente a quello di instaurazione del rapporto di lavoro (fatti salvi casi eccezionali e urgenti per cui la normativa prevede modalità particolari), il datore di lavoro dovrà comunicare l’assunzione in via telematica mediante il modello UNILAV agli uffici pubblici competenti.

Senza l’avvenuta applicazione dell’obbligo di cui sopra, l’instaurazione del rapporto di lavoro non è da considerarsi a norma e quindi definito “lavoro nero”.

Sanzione per mancata comunicazione

In caso di mancata comunicazione telematica, la maxi-sanzione per lavoro nero sarà:

  • Da 1.800 a 10.800 euro per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a 30 giorni di effettivo lavoro;
  • Da 3.600 a 21.600 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da 31 sino a 60 giorni di effettivo lavoro;
  • Da 7.200 a 43.200 euro per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre 60 giorni di effettivo lavoro.

Sanzione per omessa comunicazione di cessazione

Oltre alla maxi-sanzione, l’ordinamento prevede tutta una serie di sanzioni in relazione alle comunicazioni obbligatorie, da applicarsi in caso di mancato espletamento degli obblighi comunicativi in occasione di proroghe e trasformazioni.

In particolare ci si riferisce alle C.O. disciplinate dal comma 3 dell’art. 19 del D.Lgs. 276/2003, tra cui risulta anche la comunicazione in occasione della cessazione di un rapporto di lavoro.

Rispetto a queste sanzioni tuttavia il comma comma 3-quinques dell’art. 3 del D.L. n. 12/2002 (conv. da L. n. 73/2002) stabilisce la loro assorbibilità in caso di applicazione della maxi-sanzione.

L’Ispettorato sul punto è intervenuto precisando che la violazione riferita all’omessa comunicazione di cessazione potrà dirsi assorbita solo nell’ipotesi in cui il rapporto oggetto di accertamento si sia svolto dall’inizio alla fine “in nero”.

Diversamente, quando il rapporto sia iniziato irregolarmente e, successivamente, sia proseguito in modo regolare sino alla sua conclusione (anche in ragione di un successivo accertamento) l’omissione della successiva comunicazione di cessazione del rapporto sarà sanzionabile ai sensi dell’art. 21 della L. n. 264/1949 .