Pari opportunità uomo-donna (modifica D.Lgs n.198/2006)

Il 5 novembre 2021 è stata pubblicata la nuova Legge n. 162/2021 che modifica il D.Lgs n.198/2006 (“Codice delle pari opportunità”) per realizzare una più incisiva parità di genere all’interno delle aziende. In questa sede il legislatore è intervenuto sul concetto di discriminazione, ha esteso l’obbligo di redazione del rapporto biennale sull’occupazione aziendale; ha inasprito le sanzioni per i rapporti mendaci e/o incompleti ed, infine, ha introdotto la certificazione di parità di genere che consente di ottenere uno sgravio contributivo per l’anno 2022 e di un punteggio premiale per gli appalti pubblici.

La definizione di discriminazione

L’articolo 2 modifica le definizioni di discriminazione diretta e indiretta in ambito lavorativo, a cui è dedicato l’art. 25 del Codice delle pari opportunità, in particolare estendendo il concetto di discriminazione indiretta alle fasi di selezione del personale, nonché rimodulando la definizione di discriminazione contenuta al comma 2 bis dell’art. 25, ricomprendendovi non solo i trattamenti meno favorevoli in presenza di determinate condizioni legate al genere, ma anche le modifiche all’organizzazione delle condizioni e dei tempi di lavoro.

Il rapporto biennale

L’art. 3 modifica la disciplina contenuta nell’art. 46 del Codice delle pari opportunità, che richiede, per le aziende pubbliche e private che superino un determinato numero di dipendenti (ora non più “oltre 100” ma “oltre 50”), la redazione di un rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile.

Le aziende in particolare sono tenute a redigere con cadenza fissa biennale (e non più “almeno” biennale) un rapporto:

  • sulla situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni;
  • ed in relazione allo stato di: assunzioni, formazione, promozione professionale, livelli, passaggi di categoria o di qualifica e di altri fenomeni di mobilità, dell’intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta.

Il rapporto in particolare è redatto esclusivamente in modalità telematica, attraverso la compilazione di un modello pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed è trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali (RSA).

La certificazione

L’art. 4 della L. n. 162/2021 introduce ex novo l’art. 46-bis, rubricato “Certificazione della Parità di genere”, ove si prevede con decorrenza dal 1 gennaio 2022 l’introduzione della certificazione citata e l’istituzione del Comitato tecnico permanente sulla certificazione di genere nelle imprese.

Alle aziende private che abbiano tale certificazione la legge riconosce:

  • Sgravio contributivo: esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L’esonero non può essere superiore all’1% e non può superare i 50.000 euro annui per ciascuna azienda
  • Punteggio premiale nell’ambito della valutazione di proposte progettuali da parte di autorità titolari di fondi (europei, nazionali e regionali),
  • L’indicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, nei bandi di gara, negli avvisi o negli inviti relativi a procedure per l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, dei relativi criteri premiali.