Congedo di paternità: cosa cambia dopo la sentenza 115/2025

Con la sentenza n. 115 del 2025, la Corte ha stabilito che è incostituzionale escludere la madre intenzionale – cioè la donna che non ha partorito ma ha scelto di condividere la genitorialità – dal congedo di paternità obbligatorio.

Da ora, nelle coppie di donne entrambe registrate come genitori, anche la madre intenzionale potrà beneficiare del congedo di paternità.

Si tratta di 10 giorni lavorativi retribuiti al 100% (20 in caso di parto plurimo), da fruire entro i termini previsti dalla legge.

La Corte ha chiarito che nelle coppie omogenitoriali esiste una distinzione:

  • la madre biologica, che partorisce e accede ai diritti legati alla maternità;
  • la madre intenzionale, che partecipa pienamente al progetto genitoriale e ora ha diritto al congedo di paternità.

Gli effetti della sentenza decorrono dal 24 luglio 2025, data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Da quel momento, le madri intenzionali lavoratrici dipendenti possono richiedere il congedo secondo le regole già in vigore per i padri.

La lavoratrice dovrà comunicare la volontà di fruire del congedo al datore di lavoro, che anticiperà l’indennità per conto dell’INPS.

Solo nei casi in cui non sia prevista l’anticipazione, la domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS.

Per le dipendenti pubbliche, invece, resta competente il datore di lavoro.