DURC, contributi e sanzioni: nuovi chiarimenti sulla regolarità contributiva

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato l’Interpello n. 3/2025, che fa chiarezza su un aspetto molto concreto per le aziende: cosa si intende per “scostamento non grave” ai fini del rilascio del DURC.

Una precisazione attesa da chi, ogni giorno, gestisce la regolarità contributiva e teme che anche un piccolo debito possa bloccare il rilascio del certificato.

L’Associazione Nazionale per Industria e Terziario (ANPIT) ha presentato un’istanza di interpello al Ministero per chiedere se un’impresa che ha solo sanzioni o interessi da pagare, ma nessuna omissione contributiva, possa comunque ottenere un DURC regolare.

In altre parole: quando il debito riguarda solo accessori di legge e non contributi mancanti, si può considerare la posizione regolare?

La risposta è no. Secondo il Ministero, anche le sanzioni civili e gli interessi fanno parte della verifica di regolarità, perché sono strettamente collegati al ritardo o all’omissione dei contributi.

La regolarità, infatti, è garantita solo se il totale complessivo del debito — contributi, sanzioni e interessi — non supera i 150 euro, la soglia prevista per lo “scostamento non grave”.