Superminimo
Nel contesto del rapporto di lavoro, il superminimo è una voce retributiva aggiuntiva rispetto al minimo contrattuale previsto dal CCNL applicato.
Viene attribuito dal datore di lavoro, su base individuale o collettiva, per riconoscere maggiori responsabilità, competenze, anzianità.
Non è previsto obbligatoriamente dalla legge o dal contratto collettivo, ma ha pieno valore giuridico una volta inserito nella busta paga.
Può essere pattuito in sede di assunzione o successivamente, con un accordo scritto.
È importante comprendere che il superminimo non ha una disciplina uniforme, ma può assumere caratteristiche differenti a seconda di come viene definito dalle parti.
Il superminimo può essere assorbibile o non assorbibile.
La differenza tra le due tipologie è sostanziale e può incidere in modo rilevante sull’evoluzione della retribuzione.
🔹 Superminimo assorbibile
Può essere ridotto o eliminato in caso di aumenti futuri della retribuzione derivanti da contratti collettivi o da miglioramenti individuali (es. promozione o scatto di livello).
In questo caso, si parla di “assorbimento”: il nuovo aumento va a compensare tutto o parte del superminimo già riconosciuto.
🔹 Superminimo non assorbibile
Non può essere modificato o ridotto in seguito a futuri aumenti contrattuali o individuali.
In questo caso, la somma aggiuntiva resta stabile e consolidata nel tempo, mantenendo la sua efficacia anche a fronte di una crescita della retribuzione ordinaria.
👉 La natura assorbibile o non assorbibile non si presume: deve essere espressamente indicata per iscritto, ad esempio nel contratto individuale o nella lettera di conferimento.
